mercoledì 27 gennaio 2010

La pace arriverà in Medio Oriente

Giorno della Memoria, Wiesel: la pace arriverà in Medio Oriente.

Erano tutti in piedi nell'Aula di Montecitorio quando Elie Wiesel, premio Nobel per la pace, ha preso la parola durante l'evento organizzato alla Camera dei Deputati per "Il Giorno della Memoria", alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di tutte le alte cariche dello Stato. "Il silenzio non ha mai aiutato le vittime", ha sottolineato lo scrittore ebreo, scampato alla morte nei campi di concentramento nazisti e autore di numerosi libri sulla persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti. "Io e mia moglie Marion ci congratuliamo con l'Italia - ha detto nell'incipit del discorso -. Abbiamo partecipato a tante cerimonie e visitato tanti paesi dove viene celebrata la Memoria e posso dire che l'Italia costituisce un modello perché questa commemorazione abbraccia tutte le sfere sociali".Vittime innocenti - Lo scrittore, invitato su iniziativa di Gianfranco Fini che ha pronunciato il suo discorso prima dell'intervento di Wiesel, ha continuato: "Siamo qui impegnati a ricordare un'epoca della storia che ha avvolto nelle tenebre la speranza dell'uomo, epoca in cui gli assassini hanno tormentato, torturato, isolato, affamato e ucciso sei milioni di uomini, donne e bambini non per qualcosa che avevano fatto, detto, scritto o posseduto ma semplicemente perché erano discendenti di un popolo antico sopravvissuto all'antichità". Lo scrittore ebreo rumeno naturalizzato statunitense e di lingua francese è la quarta persona nella storia non membro della Camera dei deputati a parlare nell'Aula di Montecitorio: prima di lui, questo onore era stato concesso al leader dell'Olp Yasser Arafat (nel 1982), al re di Spagna Juan Carlos (nel 1998, in ossequio al fatto che il monarca è romano di nascita) ed a Papa Giovanni Paolo II (il 14 novembre 2002).Basta alle guerra tra Israele e i suoi vicini - "La speranza deve esserci sempre. Guardiamo all'Europa che è diventato un simbolo della solidarietà internazionale. La pace fra Israele e i palestinesi è ancora un sogno, ma un giorno arriverà, credetemi". Questo un altro dei passi del discorso di Elie Wiesel a Montecitorio. "Dobbiamo credere - ha spiegato il superstite della Shoah - che non ci sarà mai più guerra tra Israele e i suoi vicini, come è avvenuto tra francesi e tedeschi che si uccidevano per pochi chilometri di terra".Appello alla liberazione del soldato Gilad Shalit - "La pace un giorno arriverà. Se Israele ha potuto farla con la Germania, potrà farla con i suoi vicini". Il Nobel per la pace ha poi detto: "creiamo un'occasione, lanciamo un appello a coloro che tengono in prigione il soldato Gilad Shalit". Interrotto da un lungo applauso, Wiesel ha quindi aggiunto: "Voi avete la credibilità per farlo. Quest'uomo vive da tre anni imprigionato".Legge su attentati suicidi - "Un disegno di legge che definisca gli attentati suicidi come attentati contro l'umanità", è questo l'appello che il nobel per la pace ha rivolto al presidente del consiglio Silvio Berlusconi e a quello della Camera Gianfranco Fini. "Forse non fermeremo gli assassini - ha aggiunto - ma i complici sì".Non si può trattare con Ahmadinejad - "Come si può trattare con il presidente di una nazione, Ahmadinejad, che per primo vuole negare l'Olocausto e vuole distruggere uno stato membro delle Nazioni unite. Come osa?", ha chiesto il nobel per la pace Elie Wiesel nel suo intervento a Montecitorio. Anche il presidente della Camera Gianfranco Fini nel suo discorso aveva fatto riferimento implicitamente al presidente dell'Iran parlando di "una troppo flebile protesta della Comunità internazionale" per le sue posizioni. Khamenei: verrà il giorno della distruzione di Israele - Per tutta risposta la guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, proprio nel giorno in cui si celebra la Giornata della Memoria, ha detto che "un giorno verrà in cui le nazioni della regione (mediorientale, n.d.r.) assisteranno alla distruzione del regime sionista". Khamenei ha parlato nel corso di un incontro a Teheran con il presidente della Mauritania, Mohamed Ould Abdel Aziz, e la dichiarazione è stata riportata oggi sul suo sito. "Il regime sionista - ha detto Khamenei - attraverso le pressioni, il blocco e il genocidio vuol fra sparire la Palestina dalle nazioni islamiche, ma non ci riuscirà". "Sicuramente - ha aggiunto la Guida suprema - un giorno verrà in cui le nazioni della regione assisteranno alla distruzione del regime sionista. Quando e come questa distruzione avverrà, dipenderà dal modo in cui le nazioni islamiche affronteranno la questione".
27 gennaio 2010. Tiscali.it